Panettone Motta: vegano? No, grazie

Panettone Motta: vegano? No, grazie

Il periodo natalizio è per molte aziende il momento di spingere l’acceleratore sugli spot televisivi e come sempre ripetitività e frequenza sono i due pilastri su cui poggia la possibilità di ottimizzare il risultato finale: vendere.

Motta però quest’anno ha osato un pò più dei competitors, scegliendo l’ironia alle classiche e calorose immagini natalizie.

 “Per il nostro panettone noi di Motta avremmo potuto usare tofu tritato, papaya, seitan, alga essiccata…e invece no!”: inizia così lo spot del panettone Motta che ha fatto infuriare (e non poco) gli amanti della dieta vegana.


Partiamo dal principio. Il marketing Motta da anni persegue una strategia: trasformare i suoi prodotti in veri e propri miti italiani. Questa idea è possibile, al netto della notorietà, associando il brand ad un universo di valori come la tradizione, la qualità, la genuinità e il Made in Italy in grado di posizionare il brand come pianificato.

Tutti i valori sopra elencati sono presenti nello spot natalizio trattato, in aggiunta ad una buona dose di ironia che, in linea generale, permette di mantenere alta l’attenzione durante i 30 secondi dello spot creato da Saatchi&Saatchi. Infatti il filmato si conclude umoristicamente con un: “E da oggi anche con bacche di goji! Scherzo…”: ma per il popolo dei vegani è un affronto non tollerabile. Da qui iniziano a circolare tweet anti-Motta “Siete destinati a fallire”; “Ma si sono affidati a quelli del #fertilityday?” ecc. ecc.

Ma nulla è perduto, ad abbassare i toni ci pensa la comunità di  Vegan Chronicles che risponde allo spot dell’azienda milanese con un 30 secondi altrettanto ironico e che riesce a unire tutti, vegani e onnivori, contro un solo nemico: i canditi!

Qualcuno dirà (e twitterà): giusto o sbagliato, la Motta ha centrato l’obiettivo del “purché se ne parli”. Forse qualcuno, dovrebbe sapere che questo mito della comunicazione pubblicitaria è decaduto. Per capirne il motivo basta rispondere a una semplice domanda: meglio uno shopper oggi o una loyalty domani? Ai marketer l’ardua sentenza.

Immagine di copertina
:http://www.deabyday.tv/cucina-e-ricette/dolci/guide/1873/Dolci-tipici-di-Natale–il-panettone-fatto-in-casa.html
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Daniela Attinà

Laureanda magistrale alla Sapienza di Roma, legge il suo primo libro di marketing management a 14 anni e da allora non ha più smesso. Diplomata con lode presentando una tesina in marketing turistico e laureata in comunicazione d’impresa con una tesi sperimentale sul marketing esperienziale e l'industria musicale. La penna di Luigi Pirandello è lo sfondo dei suoi giorni che affronta con una chiara filosofia di vita: “Non il frutto dell’esperienza, ma l’esperienza stessa è il fine” (W. Pater)

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