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Intervista a Lavinia Biancalani

Intervista a Lavinia Biancalani

Un fashion blog è questo: molto diario e poco segreto. Un’abbondante dose di identità pubblica e manifestazione del proprio sé, egocentrismo q.b., un pizzico…facciamo una manciata di determinazione, convinzione e sicurezza. O forse no? Infatti questa è una possibile definizione che può essere costruita quando si naviga tra le onde di coloro che si dedicano alla comunicazione della moda. Ma chi sono i fashion blogger? Cosa fanno e che ruolo hanno nel Web 2.0? Il tentativo di rispondere a queste domande inizierà con una breve riflessione, utile per definire la cornice teorica del tema trattato, fino ad approdare alle risposte di Lavinia Biancalani, fondatrice di thestylepusher.com che ci aiuterà a completare il fitto puzzle dei blog di moda

#My Social Web Intervista a Riccardo Esposito

#My Social Web Intervista a Riccardo Esposito

Aprire un blog non è per niente qualcosa di scontato. Un blog è come una creatura, bisogna progettarla, darle forma pian piano, alimentarla con contenuti sempre nuovi e avvincenti.

Bisogna tenerlo in vita, conquistandosi la fiducia del pubblico e coinvolgerlo, sempre .Tutto ciò che occorre a un blog impegnerà la maggior parte di noi e dovremo essere disposti ad impiegare tempo e pazienza.

Vi siete mai chiesti se il vostro blog funziona? E i contenuti sono accattivanti? Le persone vi seguono e aspettano con ansia il vostro prossimo articolo? O siete soltanto uno dei tanti blog nel mare magnum?

Noi, si, ce lo siamo chiesti ed è per questo che abbiamo intervistato Riccardo Esposito, blogger di successo e copywriter freelance. Autore del noto blog My Social Web e del nuovo libro appena uscito Fare blogging. Il mio metodo per scrivere contenuti vincenti. Abbiamo cercato di capirne di più sul blogging, carpendo tutti i consigli che poteva darci ed, inoltre, visto che c’eravamo abbiamo anche chiesto un feedback su di noi.

Intervista a “Webcomm”, il Team della Comunicazione Web del PE

Intervista a “Webcomm”, il Team della Comunicazione Web del PE

Il Parlamento Europeo possiede una Strategia di Comunicazione concreta, efficace e estremamente studiata. Abbiamo avuto la possibilità di intervistare il team di Webcomm, il gruppo che cura la comunicazione sul Web del Parlamento. La squadra è composta da giovani di tutte le nazionalità, ben preparati sulle dinamiche di comunicazione online, i quali sono riusciti nell’intento di dare al PE uno stile di comunicazione trasversale, multilingua e soprattutto lontana dai semplici comunicati stampa monodirezionali. In particolare, abbiamo approfittato della loro disponibilità per porre alcune domande sulla gestione della campagna istituzionale in merito alle elezioni appena trascorse.

 

È appena finita l’elezione degli Europarlamentari e l’attenzione mediatica e di pubblico di tutto il continente era rivolta verso di voi. Quando avete cominciato a pianificare la strategia e quali i primi problemi riscontrati?

La campagna elettorale è stata costruita in 4 fasi. La prima è iniziata il settembre scorso, il giorno dello Stato dell’Unione, il discorso annuale pronunciato dal Presidente della Commissione europea in Parlamento. Portare avanti una campagna di comunicazione in 28 Stati membri e in 24 lingue necessita molta coordinazione. I primi brainstorming sulla campagna erano iniziati già nell’autunno del 2012.

Fare impresa anti-crisi

Fare impresa anti-crisi

Qualche giorno fa mi trovavo a un evento piuttosto esclusivo, dove trovai alcune cariole intorno alla piscina di un grande Hotel molto elegante. Presto scoprii che questo non era l’unico accostamento originale della serata, ma ve n’era un altro dal sapore freddo e alcolico: il gelato cocktail.
E’ così che è nata la mia curiosità di conoscere gli inventori e scoprii che dietro c’era un altro mondo…

Chi è Massimo Sonnino?

Un ragazzo che vive da poco una storia che prova a disegnare quotidianamente con la forza delle proprie idee, di persone di cui si fida che lo circondano e di tanta forza di volontà.
Dipingere il quadro che la mia immaginazione “vede” sarebbe la mia più grande soddisfazione.

“Davanti alla crisi io mi metto in gioco”

Un anno fa mi sono guardato intorno e, come oggi, non si fa altro che sentire la parola CRISI.
Radio, televisione e giornali prospettano un mondo in bianco e nero. Gente che si lamenta di un lavoro che non c’è, giovani scoraggiati che non si mettono in gioco e imprenditori scorretti che abusano di tale situazione mortificando gli sforzi di chi si affaccia per le prime volte alla vita lavorativa.
Di problemi certamente ce ne sono, ma era mia intenzione reagire davanti allo scenario di un’Italia frustrata, e decisi nel mio piccolo di mettermi alla prova.

Nacque così Colour Life, l’idea

Mattiacci: marketing e cultura del cliente

Mattiacci: marketing e cultura del cliente

Alberto Mattiacci ovvero: Professore Ordinario di Marketing alla Sapienza di Roma, Direttore Scientifico Eurispes, Segretario Generale della Società Italiana Marketing e Referente Scientifico dell’area Marketing presso la LUISS Business School. Risulta quindi evidente che intervistare il Professor Mattiacci equivale a conversare con un professionista di altissimo livello e, di conseguenza, a considerare questo momento come un’opportunità rara e imperdibile.

Sono le 15:30 ed è trascorsa un’ora di confronto aperto, condivisione di pensiero, scambio comunicativo basato su argomentazioni che sanno solo di conoscenza. In definitiva un’intervista che si è trasformata in un incontro tra chi ha un sapere maturato, e coltivato, nel tempo e chi ha l’entusiasmo di sapere.

Professore, per iniziare, potrebbe darci una definizione personale di marketing?

Io vedo il marketing come un insieme di conoscenze e di competenze che servono a fare mercato. Nello specifico, esiste un fenomeno che c’è sempre stato nella storia ossia lo scambio e su questo scambio, nel corso del tempo, si è costruita una struttura, per consentirne un miglior funzionamento, che abbiamo chiamato mercato. Il marketing quindi è tutto quell’insieme di competenze e di strumenti che servono al singolo produttore per entrare in questo mercato, ritagliarsi uno spazio e tentare di vincere la sua competizione. Questa è la mia accezione ma la parola marketing è interpretata con larghissima elasticità basta pensare al marketing sensoriale o esperienziale. Queste visioni in realtà, anche se molto rilevanti oggi, pongono l’accento su uno specifico aspetto pratico e tecnico che comunque rientra sempre nell’insieme dei tanti strumenti che sono presenti nell’ambito del marketing. In sintesi questo è una strumentalità che serve all’impresa per affermarsi in un mercato competitivo.

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