Comunicazione Istituzionale Posts

App per pazienti più consapevoli

App per pazienti più consapevoli

Anche la comunicazione medico paziente diventa digitalizzata

Grazie ad una nuova applicazione, proposta dal National Information Board (NIB), un organismo nazionale che riunisce le organizzazioni governative e sanitarie, i medici potranno presto fare le prescrizioni attraverso un semplice mobile.

L’obiettivo dell’Organismo NIB e del Servizio Sanitario Nazionale del Regno Unito (NHS) consiste proprio

L’Onorevole sui social Comunicazione politica 2.0

L’Onorevole sui social Comunicazione politica 2.0

Quando nel 2008 Barak Obama vinse le presidenziali negli Stati Uniti fu subito chiaro che parte del merito di quella vittoria era dovuto, per la prima volta, a una campagna elettorale svoltasi anche sui social network. Quell’anno ha catapultato la comunicazione politica al livello successivo. Si era intuito che non era più possibile limitarsi ai comizi nelle piazze e ai manifesti. Ci si doveva rivolgere alle piazze virtuali rappresentate da Twitter e Facebook.
Scuola 2.0

Scuola 2.0

L’Italia e il digitale, un rapporto mai decollato

I soliti noiosi problemi strutturali che si intrecciano con provvedimenti legislativi che, nati per portare il paese verso la digitalizzazione, rimangono intrappolati su carta senza mai trasformarsi in realtà. La fotografia del nostro paese è impietosa: i dati qui riportati da Wired lo confermano, viviamo in una nazione arretrata.

La trasformazione verso quella “DigItalia” tanto auspicata sembra una chimera, una meta lontana dai contorni utopici. 

Intervista a “Webcomm”, il Team della Comunicazione Web del PE

Intervista a “Webcomm”, il Team della Comunicazione Web del PE

Il Parlamento Europeo possiede una Strategia di Comunicazione concreta, efficace e estremamente studiata. Abbiamo avuto la possibilità di intervistare il team di Webcomm, il gruppo che cura la comunicazione sul Web del Parlamento. La squadra è composta da giovani di tutte le nazionalità, ben preparati sulle dinamiche di comunicazione online, i quali sono riusciti nell’intento di dare al PE uno stile di comunicazione trasversale, multilingua e soprattutto lontana dai semplici comunicati stampa monodirezionali. In particolare, abbiamo approfittato della loro disponibilità per porre alcune domande sulla gestione della campagna istituzionale in merito alle elezioni appena trascorse.

 

È appena finita l’elezione degli Europarlamentari e l’attenzione mediatica e di pubblico di tutto il continente era rivolta verso di voi. Quando avete cominciato a pianificare la strategia e quali i primi problemi riscontrati?

La campagna elettorale è stata costruita in 4 fasi. La prima è iniziata il settembre scorso, il giorno dello Stato dell’Unione, il discorso annuale pronunciato dal Presidente della Commissione europea in Parlamento. Portare avanti una campagna di comunicazione in 28 Stati membri e in 24 lingue necessita molta coordinazione. I primi brainstorming sulla campagna erano iniziati già nell’autunno del 2012.

City Marketing: le città come prodotti

City Marketing: le città come prodotti

L’uomo ha sempre viaggiato, spinto dalla curiosità di conoscere nuovi posti, sentirne gli odori, i sapori, e vedere quali colori la città riserva.In quest’epoca il viaggio si configura certamente in maniera diversa rispetto al passato. Oggi abbiamo tutte le informazioni necessarie per permetterci di arrivare nel posto prescelto con l’abbigliamento adatto, la valuta corretta e un app di traduzione che ci permette di comunicare. Con il web le informazioni piovono a valanga sui futuri viaggiatori che da una parte appagano il loro bisogno di sicurezza, ma dall’altra perdono sicuramente quel senso di meraviglia e stupore che provavano i pre-internauti. Sembra evidente che le città siano all’interno del nuovo paradigma moderno che non permette a niente e nessuno di stare fermo e non relazionarsi con i propri user.

Le città ormai sono cosmopolite e in qualunque città si vada il mix di razze, usi e costumi è altissimo, basti pensare a una città come Londra dove gli Inglesi “veri” sono rari quanto un sorriso di una guardia della regina. In questa configurazione moderna dell’ambiente urbano, la città avverte il bisogno di comunicare in prima persona al mondo la propria identità. In un momento storico dove la globalizzazione ci fa sentire sempre più cittadini del mondo se non addirittura dell’etere si avverte la necessità delle nostre madri patria di ri-fedelizzare i propri figli e soprattutto di comunicare al resto del mondo cosa hanno da offrire.

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